Jason Ajemian - Who Cares How Long You Sink
Il discorso portato avanti da Jason Ajemian in questo suo progetto di improvvisazione orchestrale fa perno su un’estetica rallentata del fare musicale: al ritmo cronometrico determinato ed uniformante viene opposta la molteplicità dei ritmi individuali degli esecutori, che sono chiamati a procedere lungo la partitura seguendo ciascuno il proprio passo. Il tempo musicale così concepito è assimilabile più a quello naturale della crescita organica che a quello meccanico della produzione industriale: le composizioni si sviluppano seguendo il ritmo di fenomeni naturali come il moto dei pianeti, delle maree o la collisione di zolle tettoniche, e si concretizzano in dense stratificazioni sonore nelle quali si ripetono ciclicamente brevi frammenti melodici. La voce di Jason, costantemente ai limiti dell’intonazione, assieme alla struttura armonica aperta, conferiscono a questi lavori la tensione necessaria ad impartirne il moto.
Le performances di questo progetto vengono tenute da orchestre oppositamente formate e alle quali Jason impartisce le istruzioni necessarie per interpretare la partitura durante l’esecuzione. Registrazioni di quest’attività sono state catturate ed edite nel 2001 sotto Lucky Kitchen e nel 2006 sotto Sundmagi.
Jason Ajemian conclusi gli studi di contrabbasso e di composizione, si trasferisce nel 2000 a Chicago, dove si inserisce rapidamente nella turbolenta schiera di jazzisti che orbita attorno al duo Mazurek- Taylor, nota come “The Chicago Underground”. Nel giro di pochi anni mette a segno un numero notevole di registrazioni e di performance che lo impegnano, assieme a nomi come Jeff Parker (Tortoise), Ken Vandermark, Matt Bauder, NoriTaka e i citati Rob Mazurek e Chad Taylor, nell’esplorazione dei confini della pratica free jazz a cavallo tra avant-rock, elettronica e derive euro-colte. In contemporanea coltiva le sue radici più popolari assieme a Josephine Foster nel duo neo-folk debuttato come “Born Heller” nel 2004, e porta avanti un suggestivo progetto di improvvisazione orchestrale, basato sul ritmo della respirazione e su strutture armoniche aperte, che chiama “Who Cares How Long You Sink”. Inoltre con il fratello Lucas Ajemian, artista residente a New York, crea la performance-installazzione “Out of Nowhere/From Beyond” in cui i due riflettono ironicamente sulla mistificazione che ha legato la cultura heavy-metal alle pratiche sataniche e sul divario tra arte colta e arte popolare.
In meno di un decennio di attività Jason Ajemian si è messo in luce come musicista attento alle tendenze più dinamiche della scena contemporanea. Strumentista eclettico ed irrequieto, costantemente alla ricerca di un terreno d’espressione più ampio, si trova comunque più a suo agio nel delicato minimalismo delle proprie composizioni corali dilatate che non nello scalpitio frenetico della old new-thing.
Discografia :
Who Cares How Long You Sink – self titled, lucky kitchen 2001, con Matt Bauder, Jeff Parker et al.
Triage – “american mythology”, okka 2002, con Dave Rempis e Tim Daisy
Triage - “Premium Plastics”, Solitaire 2002, con Dave Rempis e Tim Daisy
Dragons 1976 – “On Cortez”, Locust 2003, con Aram Shelton e Tim Daisy
Document Chicago - “New Jazz and Improvisation”, 482 music 2003, a.a.v.v.
Triage - “american mythology”, Okka 2004 con Dave Rempis e Tim Daisy
Born Heller – self titled, Locust 2004, con Josephine Foster
Mandarin Movie – self titled, aesthetics 2005, con Rob Mazurek, Matt Lux, Alan Licht
Triage “Stagger”, Utech 2006, con Dave Rempis e Tim Daisy
Ajemian Brothers- “From Beyond”, sundmagi 2006
Who Cares How Long You Sink – “folk forms evaporate big sky”, sundmagi 2006
Exploding Star Orchestra - “we are all from somewhere else”, ThrillJokey 2007, R.Mazurek, C.Taylor, J.Parker, M.Bauder et al.
Chicago Underground Trio - “Chronicle”, ThrillJokey 2007, con Rob Mazurek e Chad Taylor