Workshop di motion photography
Switch e Fondazione Studio Marangoni
Presentano:
Workshop di motion photography – tutor : Silvia Bianchi (Blanche), PK, Influx
Si pensa alla fotografia come fermo-immagine della realtà, un frammento di azione che viene inquadrato e bloccato in una frazione di secondo. La fotografia ferma e registra lo sguardo, focalizza l’attenzione.
Perché allora introdurre un medium statico in un processo dinamico?
Perché non prediligere il video nelle forme del live media?
La scelta della fotografia è motivata da un interesse specifico alla natura dello sguardo registrato e codificato che viene capovolto introducendo la possibilità dell’improvvisazione con le immagini date.
Perdendo ormai totalmente la forma fisica di un negativo fissato lo scatto produce un file la cui scrittura base è un codice binario. Il processo di digitalizzazione dell’immagine fotografica apre le porte alla manipolazione in tempo diretto delle informazioni in essa raccolte, rendendo possibili nuove forme di narrazione e di rappresentazione.
Una performance live non è più un prodotto concluso da poter esporre, ma un processo di costruzione continuo, sempre diverso da se stesso, una modalità di pubblicazione dinamica del proprio archivio di immagini. Una forma di comunicazione più diretta dove il confronto con il pubblico avviene in tempo reale e la convergenza tra suono e immagine può produrre un impatto percettivo di alto coinvolgimento.
Il Workshop di motion photography introdurrà i partecipanti alle diverse tecniche di missaggio, sampling e destrutturazione della fotografia intesa in modo tradizionale, approfondendo le potenzialità dei software e sperimentando tecniche di ripresa finalizzate ad una performance live. Le tecniche esplorate permetteranno di navigare dentro l’immagine, modificare, mescolare, rendere porosa e non più fissa l’immagine fotografica.
A seguito del primo incontro teorico-dimostrativo, aperto al pubblico, si passerà alla produzione di una performance collettiva audio visiva che sarà eseguita all’interno del Festival della Creatività (25 ottobre 2007). I partecipanti selezionati elaboreranno assieme ad InFlux il progetto visivo che si andrà ad integrare ad un laboratorio parallelo di improvvisazione orchestrale tenuto da Jason Ajemian e Rob Mazurek (Chicago Underground Trio, Exploding Star Orchestra), in cui i suoni saranno rielaborati elettronicamente e diffusi con un sistema surround attorno al pubblico.
Programma:
2 Ottobre 2007 ore 17:00 presso la Fondazione Studio Marangoni
ingresso libero
Silvia Bianchi - Introduzione al live imaging
Visual music: agli antipodi del vjing. Excursus storico sul live audiovideo. Modalità di enunciazione nel live: le tipologie di espressione nel vjing. Motion photography: l’influsso del linguaggio fotografico su vjing e audiovideo. Visione di materiale. Analisi delle possibili modalità con cui il lavoro fotografico può essere interfacciato con il live.
Pk – La fotografia nel live mixing. Approfondimento di alcune tecniche di ripresa finalizzate alla performance live, e di alcuni piccoli software di elaborazione dell’immagine fotografica.
Presentazione e approfondimento del software di missaggio Modul8. Dimostrazione pratica di missaggio.
13-14 Ottobre 2007 presso la Fondazione Studio Marangoni
partecipazione a numero chiuso
InFlux- prepareranno insieme ai partecipanti l’intervento visivo da eseguire nella performance finale presso il Festival della Creatività.
Presentazione di InFlux
- proiezione audiovisiva di materiali di documentazione.
Introduzione ad Isadora
- analisi ed utilizzo del software: nozioni di base per la realizzazione della patch da utilizzare
nella performance.
Progettazione della performance audiovisiva
- visione del materiale fotografico degli studenti
- analisi del materiale audio per la performance (la sinestesia audiovisiva)
- scelta del tema visivo
- lo story board e i tempi
- realizzazione patch di isadora
La performance live
- progettazione dell’allestimento dello spazio espositivo
- set up tecnico e risoluzione delle problematiche tecniche audiovisive
22-25 Ottobre 2007 presso il Salone M della Fortezza da Basso, Firenze
prove e performance con Jason Ajemian e Rob Mazurek per lo spettacolo “Who Cares How Long You Sink”
I Tutor
Silvia Bianchi è co-direttrice del portale VjCentral.it e scrive di Vjing e Live Media per l’e-magazine Digimag e per il portale correlato di cultura elettronica Digicult con il quale collabora continuativamente da più di due anni.
Ha lavorato negli ultimi anni come curatrice di eventi e alla pubblicazione di raccolte e produzioni dedicate ad audiovideo e vjing. Con Valentina Besegher, Mattia Casalegno, Claudio Sinatti e Antonio Zavagli ha curato nell’estate 2006 la realizzazione della compilation dedicata al vjing italiano Mixing Identities, pubblicata con il festival Elettrowave su Minus Habens.
Con Marco Mancuso ha curato nell’inverno 2007 il progetto Italian Do It Better, realizzato per il festival londinese Optronica.
è laureata in Semiotica dei Nuovi Media con una tesi sul Live Media.
PK, fotografo formato a Firenze presso la Fondazione Studio Marangoni, inizia la sperimentazione del live mixing nel 2006 progettando performance con il gruppo post punk Tribuna Ludu e praticando il vjng per concerti e dj set, nel settembre 2006 inizia una costante collaborazione con il videomaker Flik3r. Il mixaggio è l’out-put adatto all’incontro dei due media, così le loro esperienze si fondono nel progetto nato in collaborazione con Telematik Guru e le loro rarefatte ambientazioni sonore.
Finalisti dell’elettrowave challenge, presentano il live al Link (BO), al MUV festival (FI), a Videodrome –mixed media festival al Leoncavallo (MI).
InFlux è un progetto di sperimentazione visiva nato a Pistoia alla fine del 2003 dalla collaborazione tra Federico Fiori e Francesca Lenzi uniti dall’interesse per il video e le sue interazioni con lo spazio e il suono.
InFlux si muove tra video-arte, live performance e fotografia, i lavori sperimentano le possibilità artistiche offerte dalle tecnologie digitali, mischiando tra loro stili e tecniche cercando forme di espressione inconsuete.
La loro ricerca è incentrata sul rapporto corpo-mente-spazio; sulla percezione del “reale” e del “quotidiano” e sull’interpretazione che esso subisce attraverso la psiche umana: la realtà diviene immagine e l’immagine diviene realtà, la visione diventa “visione cerebrale”.
Corpo, mente e spazio come contenitori di esperienze attraverso le quali realtà fisica e spazio mentale si fondono modificando la realtà percepita.
Who Cares How Long You Sink
Il discorso portato avanti da Jason Ajemian in questo suo progetto di improvvisazione orchestrale fa perno su un’estetica rallentata del fare musicale: al ritmo cronometrico determinato ed uniformante viene opposta la molteplicità dei ritmi individuali degli esecutori, che sono chiamati a procedere lungo la partitura seguendo ciascuno il proprio passo. Il tempo musicale così concepito è assimilabile più a quello naturale della crescita organica che a quello meccanico della produzione industriale: le composizioni si sviluppano seguendo il ritmo di fenomeni naturali come il moto dei pianeti, delle maree o la collisione di zolle tettoniche, e si concretizzano in dense stratificazioni sonore nelle quali si ripetono ciclicamente brevi frammenti melodici. La voce di Jason, costantemente ai limiti dell’intonazione, assieme alla struttura armonica aperta, conferiscono a questi lavori la tensione necessaria ad impartirne il moto.
Le performances di questo progetto vengono tenute da orchestre appositamente formate e alle quali Jason impartisce le istruzioni necessarie per interpretare la partitura durante l’esecuzione.
http://www.myspace.com/lovealloverit
Il workshop è organizzato da:
Agenzia Switch – social creative network www.switchproject.net
Fondazione Studio Marangoni www.studiomarangoni.it